Area Riservata


Il porto

Il porto di Crotone risale agli inizi dell'VIII secolo a.C. quando venne fondata la colonia della Magna Graecia e fu attivo centro di scambi commerciali con la madrepatria. Il declino della città coinvolse anche il porto che scomparve praticamente fino a quando, probabilmente Carlo V, non fece costruire un approdo marittimo a servizio del castello. Nel XVIII secolo si ha qualche modesta ripresa di attività portuale e la costruzione di alcuni moli. Lo sviluppo a partire dagli anni tra '20 e '30 è dovuto alla costruzione delle centrali idroelettriche della Sila, allo sfruttamento dei boschi della Sila piccola e del Gariglione e alla costruzione di stabilimenti per la produzione di concimi Montecatini e metallurgico per la produzione di zinco elettrolitico della società italo-francese Pertusola Sud. Per tali motivi vennero impiantati, sui moli del porto, i binari delle due ferrovie a scartamento ridotto Petilia-Crotone e Crotone-Timpa Grande. L'attività del porto è diminuita dopo la seconda guerra mondiale.È circoscritto tra un molo foraneo di circa 500 metri e da un molo più breve. L'area detta Porto Vecchio presenta 5 banchine con superficie utile di circa 4.700 metri quadrati. I fondali sono bassi e sabbiosi ed è utilizzato come porto peschereccio e turistico. Il Porto Nuovo è protetto da un molo foraneo di 1.725 m e da un molo di sottoflutto di 900 metri banchinato con superfi- cie di 120.000 m. quadrati. I fondali dell'area commerciale sono circa 8,5 m.

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