Area Riservata

Santa Severina

Il territorio di Santa Severina (in particolare i siti di Serre d'Altilia, Monte Fuscaldo, insieme a molti altri), durante le età del bronzo e del ferro, era abitato da popolazioni indigene appartenenti forse al ceppo degli Enotri, come peraltro supposto in base alle ricerche (fine degli anni'70 del XX secolo) di Pasquale Attianese e confermato dalle indagini condotte a partire dagli anni '80 dall'archeologo Domenico Marino. Sulla collina Serre della frazione Altilia, già all'inizio degli anni '80, furono individuati alcuni lembi di un insediamento di origine italica e tracce di una necropoli dell'età del ferro. Alla metà degli anni '90 si deve la scoperta di un insediamento databile all'età del bronzo finale grazie al vasto programma di ricerca archeologica sviluppato nel territorio di Crotone da Domenico Marino. Queste ricerche hanno permesso di riconoscere un vasto "magazzino" di pithoi dell'età del bronzo finale: sono stati catalogati resti di oltre 60 enormi contenitori, prova dell'accumulo di olio da parte delle comunità enotrie. Più di recente la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, tra il 2006 ed il 2008, ha realizzato tre saggi di scavo, seguiti dagli archeologi Gregorio Aversa e Giuseppe Nicoletti. Le attività hanno permesso di confermare l'esistenza di strutture abitative, le cui tracce erano già intuibili grazie soprattutto ai rinvenimenti operati dal Gruppo Archeologico Krotoniate (cui si devono molti reperti esposti nella Museo Archeologico del Castello di Santa Severina). Le strutture risalgono al tardo IV-III secolo a.C. Alcune tracce rimandano al periodo protostorico. Attualmente, in tutta l'area, sono in corso approfondite indagini topografiche archeologiche, coordinate da Domenico Marino, direttore dell'Ufficio Territoriale di Crotone e della Sila della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, finalizzate alla realizzazione della "Carta archeologica" dell'intero territorio comunale. Anticamente nota forse come Siberene, dopo essere stata presumibilmente un abitato greco-italico e poi romano, fino al 1074 appartenne ai Bizantini. Fu successivamente governata dai Normanni e successivamente dagli Angioini e dai Borboni.

Sottoposto dal 1991 al 1998 ad un accurato restauro, il castello è composto da un maschio quadrato con quattro torri cilindriche angolari e fiancheggiato da quattro bastioni sporgenti in corrispondenza delle torri, e domina la piazza del paese. La sua costruzione risale all'epoca della dominazione normanna (XI secolo) su una fortificazione preesistente di epoca romano - bizantina. Nel corso dei secoli e dei passaggi dalle varie famiglie regnanti, ha subito varie modifiche. Si dice che l'area dove sorse il Castello rappresentasse l'acropoli dell'antica Siberene, come fatto supporre da alcuni scavi condotti durante il restauro dove sono emersi alcuni materiali risalenti all'età greca, oltre che i resti di una chiesa bizantina e di una necropoli dello stesso periodo storico, e oggi visitabili nel museo ospitato nel castello. Di grande interesse gli scavi condotti, nel 2008-2009, dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria nel cosiddetto "Avamposto C" e nella "grotta del coniglio". Altre ricerche archeologiche, nel corso del 2011, hanno evidenziato l'uso abitativo o dunerario di numerosi anfratti della rupe, ora difficilmente raggiungibili ed a rischio di frana.

Costituisce l'unico battistero bizantino pervenuto ai nostri giorni ancora sostanzialmente integro. L'architettura di questo gioiello deriva dagli edifici a pianta centrale che trovano riferimento nel mausoleo di Santa Costanza a Roma. Il battistero bizantino ha, infatti, una forma circolare con quattro appendici, con affreschi risalenti al X-XII secolo

La cattedrale ha un impianto a croce latina a tre navate. Risalente al XIII secolo, anch'essa ha subito vari cambiamenti nel corso della sua storia, tant'è che dell'antica struttura è rimasto solo il portale, ma la più sostanziale è stata quella del XVII secolo.

RSS
Il castello
Il Centro Stori...
Il Museo Dioces...
 
 
Powered by Phoca Gallery